Cosa sono gli ungulati e dove si trovano?

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Tra gli animali più studiati della fauna selvatica italiana

Gli animali ungulati sono quei mammiferi che camminano solo sulla punta delle loro dita e le cui zampe sono coperte da uno zoccolo. Sono costantemente monitorati a causa della loro proliferazione. Quando questi animali prendono possesso di un habitat ne diventano la specie di maggiore taglia, rappresentano per questo un impegno di difficile gestione relativamente al contenimento della loro popolazione, ai gravi danni causati all’agricoltura, all’avvicinamento ai centri abitati e non solo. Le leggi che ne limitano la caccia, inoltre, non agevolano al contenimento.

Gli animali a cui ci riferiamo quando parliamo di ungulati selvatici italiani sono:

• Il Cinghiale

E’ l’ungulato selvatico più numeroso in Italia, è presente su quasi tutto il territorio nazionale ad eccezione solo di alcune zone della parte veneta della Pianura Padana, la fascia adriatica, buona parte della Puglia e alcune aree della Sicilia.
Ha grande capacità di adattamento cui purtroppo fa da contraltare l’elevato impatto negativo sulle coltivazioni e nei confronti degli ecosistemi locali.

• Il Cervo

E’ il più grande mammifero ungulato italiano, diffuso sulle Alpi e Prealpi. La sua caratteristica è di aver un maggiore ritmo di espansione rispetto alle altre specie. Nel 18 secolo si arrivò quasi alla sparizione della specie, le successive misure di tutela e di reintroduzione hanno evitato ciò.

• Il Daino

Estremamente adattabile, il daino preferisce le zone boschive aperte, ed evita quelle montuose, è quindi presente in prevalenza nell’Appennino centrale e nelle confinanti aree collinari. Generalmente risultano vincitori nelle competizioni territoriali con cervi e caprioli quindi non si cerca di stimolarne la diffusione, inoltre la tendenza di questa specie alla socialità e alla densità può causare notevoli danni al suolo boschivo.

• Il Capriolo

Uno degli ungulati italiani selvatici più diffuso, recentemente se ne sente parlare maggiormente poiché tende a spingersi fino a parchi pubblici, giardini di abitazioni e cassonetti, anche per questo è la specie più interessata dalle attività venatorie, soprattutto di selezione. Il capriolo predilige pianure, rilievi collinari o montagne poco elevate, è presente su quasi tutto il territorio italiano tranne che in Sardegna e Sicilia (era stato fatto un tentativo di introduzione che non è andato a buon fine).

• Lo Stambecco

Vive esclusivamente nell’arco alpino. Predilige ambienti aridi e rocciosi, evita le zone boschive. È stata dichiarata specie protetta nel 1977.

• Il Muflone

Si trova in ambienti collinari o di bassa montagna, come gli altipiani rocciosi, ma è ritenutoabbastanza capace di adattarsi. Nello specifico è presente in tutto l’arco alpino, nell’Appennino centro-settentrionale, in alcune micro aree come il Gargano e in Sardegna dove è protetto e non può essere cacciato.

• Il Camoscio alpino

Ama le zone alpine e subalpine, le foreste ricche di sottobosco come i pendii rocciosi scoscesi, è considerato in espansione numerica.

• Il Camoscio appenninico o d’Abruzzo

E’ la varietà appenninica del camoscio alpino ed è presente solo nel parco nazionale dei montiSibillini, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, nel Parco Nazionale della Majella e in quello d’Abruzzo.

La caccia degli ungulati selvatici in Italia

Molti ungulati sono specie protette e solo alcune specie sono prelevabili in selezione. Su tutti però valgono le varie indicazioni espresse dalla regione in cui si caccia. Le continue frequenti interferenze sulle attività dell’uomo hanno reso molte regioni sempre più propense alla rivisitazione dei criteri alla base dei regolamenti di caccia. Per il cinghiale infatti le leggi sono in continua evoluzione a seconda della zona poiché oltre ad essere la specie più diffusa, il cinghiale è anche quella che crea più problemi alle coltivazioni ed all’agricoltura (85% dei danni alle attività agricole pari a 35 milioni di euro in soli 5 anni), crescenti rischi di incidenti stradali ed un aumento di trasmissione di patologie agli animali domestici o all’uomo.
Per la caccia agli ungulati in particolare il cinghiale c’è bisogno di un abbigliamento specifico, che sia in grado di rendere visibile il cacciatore. Si utilizza quindi abbigliamento e accessori alta visibilità, con bordini e fasce fluorescenti per chi non ama il total orange. Qui è possibile vedere diversi articoli adatti all’esigenza. Quelli che vanno per la maggiore sono il pantalone T97 in canvas e tessuto protettivo impermeabile e antispino, il gilet 707/B reversibile e alta visibilità per usarlo in doppia versione e il gilet LV750 con dettagli alta visibilità.

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