Un fenomeno ancora troppo diffuso: il bracconaggio

bracconaggio

Il bracconaggio è un fenomeno ancora estremamente diffuso in Italia e nel mondo.  Ogni anno sono migliaia gli animali vittime di questa barbara pratica che denigra anche la figura del cacciatore stesso.

In Italia il fenomeno della caccia è disciplinato dalla legge 157/92 più quelle previste dalle aree protette (394/91), sulla rete Natura 2000 (decreto n.184/2007 del Ministero dell’Ambiente) oltre alle varie leggi regionali che regolano con i calendari venatori i periodi di caccia.

Chi vìola queste norme è un bracconiere. Chi spara, chi caccia con modalità e mezzi vietati dalla legge, chi uccide specie protette, chi caccia in tempi e in aree di divieto, è un bracconiere. Chi cattura illegalmente uccelli o altri animali (diffusissimo il bracconaggio a cinghiali, cervi, caprioli, volpi) è punibile con il reato di bracconaggio.

Il bracconaggio come fenomeno,  resiste sia per forti motivazioni socio-culturali, oltre che per la mancanza di controlli, purtroppo in alcune zone d’Italia è  anche sotto il controllo della criminalità organizzata. Tra le principali armi dei bracconieri, troviamo un’enorme quantità di archetti, ma anche corde che decapitano l’animale. Un’altro metodo per nulla convenzionale è una sorta di spiedo su cui gli uccelli abilmente attirati, restano infilzati.

Il problema principale  del bracconaggio riguarda gli stessi cacciatori che seguono con scrupolo e attenzione i regolamenti. Si tende, infatti, nell’immaginario collettivo ad associare il cacciatore al bracconiere, immaginandolo come un uomo spietato che uccide con mezzi barbari (come fanno i bracconieri) specie viventi.
Cosa ovviamente non realistica, ma che getta fango sulla categoria. Su chi prima di iniziare il periodo venatorio controlla,  ed è continuamente controllato da guardie forestali, guardia caccia, finanzieri e così via.

 L’obiettivo del vero cacciatore, e non del bracconiere,  è di proteggere le specie viventi, lasciarle riprodurre in modo da avere un numero congruo di nuovi nati, e una fauna sempre ricca. Per far questo conosce i periodi di riproduzione e le specie a rischio di estinzione. Segue scrupolosamente i calendari venatori e le zone più popolose, utilizza le armi che arrecano meno dolore possibile all’animale stesso.  Esattamente il contrario di quanto fa un bracconiere.

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