Elezioni 2018: presentate le linee di indirizzo sul mondo venatorio

elezioni 2018

La campagna elettorale è agli sgoccioli, e in vista del giorno delle elezioni, il prossimo 4 marzo, i rappresentati della Cabina di regia del mondo venatorio – Caccia, Ambiente e Ruralità hanno tenuto diversi incontri con i principali partiti in corsa.

L’obiettivo di questi incontri, è stato quello di sottoporre ai vari rappresentati delle forze politiche le linee di indirizzo sul mondo venatorio, frutto del lavoro che vede unite le  Associazioni del mondo venatorio ARCI Caccia, ANLC, ANUUMigratoristi, FidC, Enalcaccia, EPS, Comitato Nazionale Caccia e Natura e Italcaccia.

Linee di indirizzo sul mondo venatorio

Dopo anni bui, in cui anche molti esponenti politici non hanno perso le occasioni per attaccare in modo gratuito la nostra categoria, adesso si spera di gettare le basi per un futuro più sereno e pacifico, all’insegna del rispetto per la legge e per le persone.

1. L’attività venatoria è uno strumento importante di gestione ambientale affidata per legge ad
agricoltori, ambientalisti, enti locali e cacciatori. Il cacciatore rappresenta con la sua attività,
scientificamente sostenibile e ben regolata da norme nazionali e internazionali e da quelle che
tutelano il benessere animale, uno dei principali artefici della governance, del territorio e della
tutela della biodiversità e della qualità della vita della popolazione.

2. Il mondo venatorio – così come sancito anche dall’Unione Europea – ha un ruolo attivo nella
creazione, nella conservazione e nel ripristino di un ambiente naturale vivo ed equilibrato, nella
valorizzazione di aree abbandonate e periferiche, nella eradicazione delle specie alloctone, anche
con riferimento alle attività di gestione all’interno della rete Natura 2000.

3. Il mondo venatorio è elemento fondamentale per la creazione di una filiera alimentare
tracciata delle carni di selvaggina, valorizzando una risorsa naturale di qualità rinnovabile del nostro
territorio, attraverso la quale creare economia e posti di lavoro – in particolare di economia verde –
e, più in generale, per uno sviluppo multifunzionale sia degli istituti faunistico-venatori, sia degli
ambiti territoriali di caccia che oggi gestiscono il 70% del territorio agro-silvo pastorale italiano.

4. Il valore economico-occupazionale del comparto sportivo-venatorio e dei settori ad esso
collegati con i suoi quasi 100.000 addetti, un effetto economico di circa 8 miliardi di euro, un valore
che rappresenta lo 0,51 del PIL nazionale (dati Università di Urbino) e le sue eccellenze artigianali e
industriali, zootecniche che fanno del Made in Italy un riferimento mondiale, è un fattore di
primaria importanza da tutelare e di cui tenere massimo conto nelle politiche di sviluppo del Paese

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