Le 3 bugie che vi raccontano sui cacciatori

bugie

Sparare a zero sulla categoria dei cacciatori è diventato ormai uno sport nazionale. Sono continue le minacce (verbali e non) da parte di chi dice di essere a difesa degli animali e per questo si sentono in diritto di riversare tutto il loro odio su chi pratica regolarmente l’attività venatoria. Inoltre, c’è da segnalare che questi sparuti gruppi che agiscono in giro per l’Italia, sono pronti anche a disturbare chi frequenta le fiere, ma anche chi decide di trascorrere il suo tempo libero praticando la pesca.

Noi confidiamo sempre nel buon senso delle persone, e per questo, abbiamo deciso di elencare 3 bugie che vengono dette sui cacciatori contribuendo, si spera, a sfatare alcuni miti.

HANNO IL GRILLETTO FACILE

Partiamo dal presupposto che non tutti possono detenere un’arma da fuoco. In Italia, bisogna essere incensurati e senza problemi psichiatrici o di dipendenza da alcool e droga. Su questo punto, la legge italiana è molto severa proprio per tutelare l’incolumità di sè stessi e, soprattutto di terzi.

ABBANDONANO I LORO CANI QUANDO DIVENTANO ANZIANI

Probabilmente, questo è uno degli stereotipi più crudeli e cattivi che vengono propinati per screditare la nostra categoria. Il legame che si crea tra cacciatore e cane, si basa completamente sulla fiducia. Le battute di caccia vengono svolte in piena sintonia tra uomo e animale, come si può pensare che un cacciatore possa fare qualcosa di così brutto?

NON AMANO GLI ANIMALI E LA NATURA

È impossibile praticare la caccia senza amare la natura e gli animali. Per praticare l’attività venatoria, è indispensabile conoscere e avere una profonda consapevolezza della normativa che la regola. I cacciatori sono sempre in prima linea nella difesa della natura e contro tutti gli atti di bracconaggio e di piromania che affliggono la nostra penisola.

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