Brambilla:”I tempi sono maturi, aboliremo la caccia in Italia con un referendum”

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Solo poche settimane fa, vi abbiamo parlato del vergognoso linciaggio mediatico contro i cacciatori e la caccia. A mettere un carico da 90, è l’onorevole Michela Vittoria Brambilla che non cessa di lanciare accuse infondate contro la categoria dei cacciatori e del mondo venatorio.

I tempi sono maturi, aboliremo la caccia in Italia con un referendum – ha dichiarato il leader del Movimento Animalista, che prosegue – convincendo anche quella parte di italiani che in passato non aveva partecipato a questa grande battaglia di civiltà“. Il riferimento è alla consultazione del 1990 che ottenne il 92% di sì ma che non raggiunse il quorum, coinvolgendo solo il 43,36% degli aventi diritto.

Nell’intervista rilasciata al Corriere TV ha dichiarato che i governi del PD degli ultimi anni hanno fatto regali inaccettabili ai cacciatori (vorremmo sapere quali) e che “se non stiamo attenti ci sparano anche ai lupi“.

Nuove dichiarazioni che non fanno altro che alimentare un clima di odio nei confronti dei cacciatori che svolgono regolarmente l’attività venatoria seguendo regole severe e rigide.

A suo dire “la mentalità degli italiani è cambiata e siamo dunque pronti ad un salto di qualità nel segno degli animali e dei loro diritti“.

Gli animali sono già tutelati in Italia dalla legge 20 luglio 2004, n.189 sulle “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” che ha sancito in maniera chiara e definitiva i diritti degli animali nel nostro paese.

cacciatori onesti ripudiano qualsiasi atto di bracconaggio, ma questa cosa non viene mai sottolineata dai media o dai portabandiera delle associazioni o movimenti che si battono per i diritti degli animali, e che invece, continuano a portare avanti uno stereotipo assurdo e denigratorio.

Berlusconi? Il leader di centro destra appoggia il Movimento Animalista, ma siamo sicuri che non sia esclusivamente per fini politici? Ai posteri l’ardua sentenza.

C’è da dire però, che quest’atteggiamento non è piaciuto ai compagni e i sostenitori di Forza Italia, che tra le sue fila vanta anche leader delle principali associazioni venatorie italiane, per non parlare dei produttori di carne e alimenti di derivazione animale che investono in pubblicità nel Biscione.

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