Sempre più massiccia l’invasione di animali selvatici nei centri urbani

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Ormai è un dato di fatto, i centri urbani italiani sono sempre più invasi da animali selvatici che scorrazzano liberamente. Abbiamo già raccontato il caso dei tantissimi cinghiali avvisati non solo nella città di Roma, ma in moltissime altre, provocando anche danni gravissimi. Ma non si tratta dell’unica specie che spinta dalla fame e da spazi sempre più ristretti arriva nelle città.

Nella città di Firenze sono stati avvisati daini, cervi, mufloni, lupi e volpi, falchi pellegrini e allocchi. A Bologna non è raro avvistare anche scoiattoli, caprioli, volpi, lepri, poiane, tassi, istrici e lupi. In Abruzzo, cervi, orsi e lupi.

Le cause di questo fenomeno possono essere accorpate in tre grandi questioni:

  • L’habitat che negli anni è cambiato. Le foreste, la macchia mediterranea, l’eccessiva monocultura, l’utilizzo di concimi, hanno modificato in modo sostanziale la pianura e la collina, ma anche le montagne e molte specie stanno cercando di migrare. Inoltre le nostre case, i palazzi sono luoghi più caldi e riparati, e le cascine, forniscono un’ottima alternativa alla natura per costruire un nido. Nelle città poi queste specie non incontrano i loro comuni predatori, che sarebbero altrimenti presenti in natura.
  • Il prelievo naturale: prede/predatori che è alla base dell’ecosistema, secondo cui un predatore mangia i capi in eccedenza di una specie, ha subìto negli anni una forte limitazione, oltre ad un abbassamento del periodo venatorio di circa il 70%, che invece, potrebbe riequilibrare la situazione. Vi sono specie che sono fuori controllo delle nascite, giacché non più legate a norme naturali come appunto cinghiali, volpi, faine.
  • L’alimentazione che non ha più limiti naturali. Nel senso che nei rifiuti urbani gli animali trovano cibo facile, sempre disponibile e spesso molto proteico. In natura ovviamente sfamarsi non è così semplice e gli animali, spinti dalla fame, arrivano nelle città, le colonizzano.

Un fenomeno questo particolarmente visibile con gli uccelli, delle circa 500 specie che vivono sul nostro territorio, ben 356 sono state osservate nelle città e 193 ormai nidificano, mostrando come si siano perfettamente integrate nel nuovo habitat. Nelle città con grandi parchi, non è raro incontrare ricci, faine, daini, volpi, che tra l’altro sono la preda ideale dei lupi e che potrebbero per questo, essere attratti nelle città.

Per quanto il fenomeno possa sembrare poetico e positivo, perché si tratta di ripopolare le specie, è però un problema, perché gli animali sono spesso sbandati, impauriti e possono diventare aggressivi attaccando l’uomo. Inoltre possono essere loro stessi vittime d’incidenti stradali.  Non si contano più i casi di volpi e cervi uccisi dagli automobilisti che se li trovano davanti all’improvviso sulle strade statali.

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